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SCRITTORE
   Elisabetta Rasy
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Biografia
Elisabetta Rasy nasce nel 1947 a Roma, dove torna a vivere a dieci anni dopo aver passato l’infanzia a Napoli, città della famiglia paterna. La Napoli degli anni Cinquanta, ferita dalla guerra e sospesa tra un passato doloroso e un futuro incerto, l’ambiente familiare precario e cosmopolita (il nonno, grande viaggiatore, era un greco di Salonicco con passaporto inglese), l’alternarsi in casa di molte lingue incideranno profondamente sulla sua vocazione e il suo stile di scrittrice. A Roma sceglie di seguire all’Università studi di storia dell’arte, frequentando contemporaneamente l’ambiente degli artisti e delle gallerie della nuova avanguardia. L’importanza dello sguardo diventerà un elemento significativo nella sua produzione letteraria. Fin dagli anni dell’università collabora con numerose riviste culturali, tra cui «Alfabeta», «L’erba voglio», «l’Indice», «Nuovi Argomenti». Nel solco di questo interesse, negli anni Ottanta fonda con Pier Vittorio Tondelli e Alain Elkann la rivista «Panta», che registra la fioritura della nuova narrativa italiana di quel momento. Terminati gli studi, inizia a guadagnarsi da vivere scrivendo articoli per il quotidiano «Paese Sera». Nel corso del tempo collaborerà con diverse altre testate: «l’Espresso», «Panorama», «La Stampa» e, attualmente, «Il Corriere della sera».
Negli anni Settanta è attiva nel movimento femminista ed è tra le fondatrici delle Edizioni delle donne, per cui pubblica nel 1978 uno studio sulla questione femminile dal punto di vista culturale, intitolato La lingua della nutrice. Sullo stesso argomento scriverà nel 1984 il saggio Le donne e la letteratura (Editori Riuniti). Nel 1985 esordisce nella narrativa con La prima estasi (Mondadori, Premio Mondello), meditazione romanzesca sulla vita di Teresa di Lisieux, che inaugura quella "storiografia dell’interiorità" in cui si inscrive parte considerevole della sua opera. Elisabetta Rasy costruisce i suoi "romanzi dal vero", secondo due diversi registri tematici. Da un lato, storie su personaggi realmente esistiti, come l’illuminista Mary Wallstoncraft nella Parigi del Terrore rivoluzionario (L’ombra della luna, Rizzoli, 1999) o il poeta Osip Mandel’stam nella Russia staliniana (La scienza degli addii, Rizzoli, 2005). Dall’altro romanzi come Posillipo (Rizzoli, 1997) e Tra noi due (Rizzoli, 2002), dove la scrittura intreccia autobiografia e fiction per tessere una narrazione fortemente ancorata alla realtà.
Autrice largamente apprezzata all’estero, in Italia Elisabetta Rasy ha ricevuto numerosi premi, tra i quali il Campiello, il Flaiano e il Premio Napoli.
 
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.20 giugno
LETTO DA
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