INFO CONTATTI SALA STAMPA CREDITI LINK NEWS    
PROGRAMMA             .ENG  .FRA  .ESP   
SCRITTORE
   Nadine Gordimer
.Bibliografia 
.Stampa .Segnala
Biografia
Nata a Spring, in Sudafrica, nel 1923, figlia di un ebreo russo e di un’ebrea inglese, Nadine Gordimer cresce e studia in Sudafrica. Incoraggiata dalla madre, sin da piccola legge molto e con grande passione, costruendosi una precoce cultura letteraria sull’opera di Cechov e Proust. Inizia a scrivere all’età di nove anni e pubblica il suo primo racconto a quindici. Dopo essersi trasferita a Johannesburg, dove frequenta l’università, inizia a impegnarsi nella politica, con l’African National Congress. Autrice di romanzi, racconti, saggi, dedica la propria vita in egual misura alla letteratura e alla lotta contro l’apartheid. Tra le prime prove narrative ricordiamo Un mondo di stranieri (1958; Feltrinelli, 1961), il cui protagonista è un giovane intellettuale inglese che vorrebbe confrontarsi con il mondo dei bianchi - gli stranieri - di Johannesburg, prescindendo dalle costrizioni della razza e della politica. Seguono Occasione d'amore, del 1963 (Feltrinelli, 1984), e Il mondo tardoborghese, del 1966 (Feltrinelli, 1989). Gli anni Settanta segnano un momento di particolare ispirazione per la Gordimer, che pubblica in rapida successione, tra gli altri, Un ospite d'onore, Una forza della natura, Il conservatore, La figlia di Burger.
Storia di mio figlio esce in Italia con Feltrinelli nel 1991, anno in cui l’autrice riceve il premio Nobel per la letteratura. Del 1994 è invece Nessuno al mio fianco, dedicato al tema del ritorno degli esuli nel Sudafrica del dopo apartheid. In tutti i suoi libri la realtà del nuovo Sudafrica è filtrata attraverso la psicologia di diverse vite umane a confronto: una coppia di bianchi della medio-alta borghesia il cui figlio è arrestato per omicidio, un avvocato nero di nuova generazione, una comunità gay, una giovane donna autodistruttiva. Ma ricordiamo anche Un’arma in casa (Feltrinelli, 1998) e L’aggancio (Feltrinelli, 2002). Alle relazioni famigliari è dedicato invece il suo ultimo romanzo, Sveglia! (Feltrinelli, 2006). Tra gli ultimi saggi pubblicati dalla Gordimer ricordiamo in particolare Vivere nella speranza e nella storia (1999), raccolta in cui l’autrice approfondisce i temi che più l'hanno appassionata, dal travagliato percorso sociale e politico compiuto dal Sudafrica negli ultimi quarant’anni, ai suoi scrittori, ai momenti che hanno scandito la storia tragica dell’ultimo secolo.
«Non è vero che c'è un tempo per vivere e un tempo per scrivere», dice la Gordimer, «ci sono nazioni, periodi storici, situazioni politiche in cui la letteratura ferisce chi la fa e chi la legge».
Con la sua opera, spesso bandita in patria, e con un’ininterrotta attività culturale, sociale e politica, Nadine Gordimer rappresenta da anni una vigile presenza critica all’interno del suo sofferente paese: un’intellettuale apprezzata a livello internazionale, come dimostrano gli innumerevoli riconoscimenti letterari ricevuti tra cui figura, oltre al già citato Nobel, il Booker Prize assegnatole nel 1974.
L’autrice vive attualmente a Johannesburg.
 
PARTECIPA ALLA SERATA DEL
.30 maggio
LETTO DA
.Manuela Mandracchia
MUSICA DI
.Baba Sissoko